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Merken

 

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televisione
19 gennaio 2009
W. Bush, Oliver Stone, La7, verità o bugie del populismo all’italiana?

Bush stupido o più intelligente de chi lo considera ideota? Ridicolo come certe immagine di La7, (8-9) o la storia giudicherà il populismo e misteri di certa cultura, informazione e opinione pubblica? 
Paolo Ferrero: Bush sarà ricordato per 3 guai … uguale i suoi peggiori inimichi … la logica della guerra preventiva ha alimentato il terrorismo nel mondo … un ruolo storico per i guai che ha combinato … una parentesi alla quale se è riuscito a porre fini … logica della guerra … potenti dominati della logica degli USA, una parentesi da dimenticare … 
Massimo Teodori: Bush è stato positivo nella reazione all’11 di Settembre, lotta al terrorismo, il 90% era favorevole a Bush, votato nell’unanimità nei primi prevedimenti, con un solo voto contrario nella guerra in Afghanistan, … errato nell’Iraq, Catrina, …
“Un presidente in mano i suoi collaboratori ingannati..."
Melandri: “Un Presidente ideologico … tappe simboliche … azze del male … armi di distruzione di massa …"
"Sicuro di morire … radicalismo religioso … "
Angelo Lorenzo Crespo: "un grande presidente … responsabile, … vittima del neo-conservatorismo … Oliver Stone propagandistico, … Obama in continuità di Bush … Guerra aperta contro valori dell’Occidente … Valori occidentali dipendano dell’America più che dell’Europa ..."
Eric Jozsef: "Europa dormiva presidente sbagliato nel momento sbagliato … Bush non ha capito che il mondo era cambiato … Abbiamo visto che è stato un fallimento …"
... "Non ha detto niente contro l’Islam … non ha mai promosso una guerra di civiltà contro l’Islam ma contro il terrorismo … "
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televisione
5 maggio 2008
D'Alema, Libia, Calderoli, scandali o scandali degli scandali? Vergogna per Calderoli, certi islamici o certi “Occidentali”?

“La formazione del nuovo governo è una questione interna italiana, regolata da precise disposizioni costituzionali” - Massimo D’Alema.

“Da Tripoli, il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif El Islam, aveva parlato di “ripercussioni catastrofiche” se Calderoli fosse nominato nuovamente ministro”.
Calderoli, da ministro delle Riforme, mostrò in diretta televisiva una maglietta con la riproduzione di una vignetta che secondo dicano era anti-Islam. Ho visto molte volte la riproduzione di quelle immagini e non sono riuscito a vedere niente di quello che era scritto. Ma se era quella vignetta di un “profeta” che non lasciava entrare in paradiso quelli che esplodevano fra “ infedeli” mi domando se lo scandalo è più nella vignetta, nel mostrarla o nel fatto che la vignetta mete in ridicolo? Se questo episodio scatenò l’assalto di gruppi di libici inferociti contro il Consolato italiano di Bengasi… è più scandaloso il fatto di mostrare la vignetta o la reazione? Il bilancio di 11 morti e decine di feriti è una vergogna per Calderoli, per la reazione di certi islamici o di certi occidentali con islamici contro Calderoli? Peggio la satira o la morte per la satira? Certo Occidente può fare satira contro il Papa ma non tollera satire contro credenze in un paradiso di 75 vergini per terroristi?
Certi islamici mi sembrano più civile di certi occidentali: “la Lega araba è intervenuta sulla questione per cercare di smorzare i toni, mentre gli stessi rappresentanti islamici in Italia prendono le distanze da Gheddafi Jr. … l'Ucoii: “Sulle questioni interne decide il Paese. L'Italia è un paese indipendente, la Libia altrettanto”, osserva il portavoce Isseddin Elzir. Anche la comunità islamica italiana prende le distanze dalle dichiarazioni di Saif El Islam: “Un'indebita ingerenza negli affari interni italiani”, la definisce subito Mario Scialoja, presidente della sezione italiana della Lega musulmana mondiale, e per Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis (Comunità religiosa islamica), “il figlio di Gheddafi esprime un'opinione comprensibile ma eccessiva” permalink

CULTURA
18 ottobre 2006
Sequestro in Afghanistan, pena di morte, civiltà de Berlusconi, de Magdi Allam e de certi occidentali

Un giornalista italiano è stato sequestrato in Afghanistan e i rapitori domandano in cambio un condannato a morte per se avere convertito dell’islam al cristianesimo. Strano che Italia se indegna tanto se un assassino de decine de innocenti è condannato a morte negli USA e cosi poco se uno è condannato a morte solo perché se è convertito al cristianesimo. Strano che certi occidentali se sono scandalizzato più quando Berlusconi ha parlato de superiorità della civiltà occidentale, che quando sequestrano e tagliano la gola a volontari, giornalisti, convertiti al cristianesimo e altri innocenti.

La voce che mi sembra più intelligente e opportuna de quelle che ho sentito in “occidente” mi sembra quella de un mussulmano, Magdi Allam:         
 «Non ti taglio la gola a condizione che ti tagli la lingua». E' questo il messaggio implicito nella posizione degli islamici, ingenuamente adottata anche da non pochi occidentali, che si sono schierati contro la condanna a morte di chi ha criticato l'islam e Maometto, ma al tempo stesso ne hanno severamente stigmatizzato il pensiero. E' un regalo avvelenato all'Occidente che recita così: tu sei certamente colpevole e meriteresti la pena capitale, oggi ti condoniamo il tuo peccato, quindi hai salva la vita, purché non lo commetti mai più, cioè devi cessare di esercitare il legittimo diritto alla libertà d'espressione, ovvero di essere pienamente te stesso. Ebbene accettare questa «grazia» ispirata dai tribunali della sharia si tradurrebbe nella sottomissione all'arbitrio ideologico degli estremisti islamici che vorrebbero inculcarci, qui in Occidente, il principio dell'autocensura preventiva affinché s'affermi in tutto il mondo la logica del divieto assoluto di criticare l'islam e Maometto, all'insegna dell'islamicamente corretto. L'immagine che dà di sé l'Occidente, dalla vicenda delle vignette su Maometto al discorso del Papa a Ratisbona, è di un colosso dai piedi d'argilla, pavido e disorientato, ingenuo e incosciente, che per sfuggire alla ghigliottina di Bin Laden finisce sulla graticola dei Fratelli Musulmani, che nutre il coccodrillo con la speranza di essere mangiato per ultimo. Un Occidente che si destreggia malamente e penosamente nel funambolismo del politichese, autogiustificandosi e autoassolvendosi dietro la letale cortina fumogena dell'equidistanza o equivicinanza tra la civiltà e le barbarie, finendo per mercanteggiare e svendere i valori fondanti della nostra umanità.
Ci rendiamo conto che si sta tentando di sostituire la Jihad dei tagliagola, che ha traumatizzato il mondo intero e ha diviso i musulmani (perché sono al contempo i carnefici e le principali vittime), con la Jihad dei taglialingua, che ha unificato l'insieme dei musulmani, perché sono di fatto sottomessi o comunque temono lo scontro diretto con l'ideologia totalitaria e il regime liberticida, e poi viene offerta all'Occidente come un salvacondotto per redimersi e godere di una tregua armata? Ebbene, ciò che non vediamo o facciamo finta di non vedere è che tra la Jihad dei tagliagola e la Jihad dei taglialingua c'è sola una differenza formale: entrambe le guerre sante islamiche mirano ad annientare la persona, la prima direttamente e fisicamente, la seconda indirettamente e psicologicamente. Si tratta della differenza che intercorre tra i jihadisti alla Bin Laden, che vorrebbero conquistare il potere decapitando la testa del nemico, e i gradualisti quali i Fratelli Musulmani che perseguono il medesimo traguardo del califfato islamico minando dalle fondamenta il potere nemico. Oggi l'Occidente si sta di fatto arrendendo agli estremisti islamici che in cambio dell'archiviazione di una condanna a morte inflitta dai loro tribunali della sharia, esigono la rinuncia definitiva alla nostra facoltà di criticare l'islam e Maometto, un'opzione che culminerà di fatto con l'archiviazione del nostro legittimo diritto alla libertà d'espressione. Ecco perché io difendo senza se e senza ma il diritto del Papa, Redeker, Theo van Gogh, Ayaan Hirsi Ali, Bernard Lewis, Daniel Pipes, ma anche di Dante, Voltaire e Mozart, nonché di Wafaa Sultan, Ibn Warraq, Sayyid al Qimni, Lafif Lakhdar e Said El Eshmawi di criticare l'islam e Maometto.”  La jihad dei taglialinguadi Magdi Allam .
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