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D'Alema, Libia, Calderoli, scandali o scandali degli scandali? Vergogna per Calderoli, certi islamici o certi “Occidentali”?

“La formazione del nuovo governo è una questione interna italiana, regolata da precise disposizioni costituzionali” - Massimo D’Alema.

“Da Tripoli, il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif El Islam, aveva parlato di “ripercussioni catastrofiche” se Calderoli fosse nominato nuovamente ministro”.
Calderoli, da ministro delle Riforme, mostrò in diretta televisiva una maglietta con la riproduzione di una vignetta che secondo dicano era anti-Islam. Ho visto molte volte la riproduzione di quelle immagini e non sono riuscito a vedere niente di quello che era scritto. Ma se era quella vignetta di un “profeta” che non lasciava entrare in paradiso quelli che esplodevano fra “ infedeli” mi domando se lo scandalo è più nella vignetta, nel mostrarla o nel fatto che la vignetta mete in ridicolo? Se questo episodio scatenò l’assalto di gruppi di libici inferociti contro il Consolato italiano di Bengasi… è più scandaloso il fatto di mostrare la vignetta o la reazione? Il bilancio di 11 morti e decine di feriti è una vergogna per Calderoli, per la reazione di certi islamici o di certi occidentali con islamici contro Calderoli? Peggio la satira o la morte per la satira? Certo Occidente può fare satira contro il Papa ma non tollera satire contro credenze in un paradiso di 75 vergini per terroristi?
Certi islamici mi sembrano più civile di certi occidentali: “la Lega araba è intervenuta sulla questione per cercare di smorzare i toni, mentre gli stessi rappresentanti islamici in Italia prendono le distanze da Gheddafi Jr. … l'Ucoii: “Sulle questioni interne decide il Paese. L'Italia è un paese indipendente, la Libia altrettanto”, osserva il portavoce Isseddin Elzir. Anche la comunità islamica italiana prende le distanze dalle dichiarazioni di Saif El Islam: “Un'indebita ingerenza negli affari interni italiani”, la definisce subito Mario Scialoja, presidente della sezione italiana della Lega musulmana mondiale, e per Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis (Comunità religiosa islamica), “il figlio di Gheddafi esprime un'opinione comprensibile ma eccessiva” permalink

Pubblicato il 5/5/2008 alle 15.48 nella rubrica TV-PTV.

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