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Pensione, lavoro, crisi, sindacati, Rita Levi Montalcini, 100 anni, Andreotti, 90 anni, biologia, psicologia e filosofia della politica

Rita Levi Montalcini che il 22 aprile compie 100 anni, ha detto che la sua fortuna è stata non mandare mai il cervello in pensione. Andreotti, 90 anni, ha detto che il suo elisir è il lavoro.

Molte volte il lavoro mi ha dato molto più piacere delle vacanze. Molti anni ho lavorato senza vacanze ed era felice di non averle. Immagino che molte altre persone non sentirebbero necessità di vacanze a condizione di lavorare in quello che fa piacere.

La verità più importante di biologia mi sembra lo sviluppo delle facoltà con l’occupazione del tempo. Più le persone sono intelligenti, creative ed efficienti più hanno libertà di scelta del proprio lavoro. Il cambiamento continuo della società, (sempre più veloce), crea sempre nuove necessità di nuove capacità per fare fronte a nuove situazioni. Per questo io penso a una politica di Neo-anarchia della scuola, del lavoro, dell’età di andare in pensione. Penso che la scuola debba avere più orientamento psicologico e più libertà per certe orientazioni del futuro professionale. Per la medicina, ingegneria, ecc., bisogna conoscere molto bene il corpo umano o la matematica ma per altre queste materie non sono necessarie, o forze sono altre più importanti che forze non sono insegnate nelle scuole ma possano trovare informazione a casa in Internet. La mia idea di Neo-anarchia consiste nella libertà proporzionale alla responsabilità, intelligenza, creatività ed efficienza. La facoltà più importante di quando ho studiato era la memoria: imparare quello che diceva il professore a venia nei manuali e ripeterlo nell’esame. Oggi esistano pc e Internet per la memoria. Il tempo che nella scuola tradizionale era occupato a memorizzare date di battaglie non sarà migliore lasciare questa memoria per storici e occupare più il tempo di studio a sviluppare creatività e intelligenza?
Ricordo un laureato pieno di diplomi nel forum di Indymedia ad accusare datori di lavoro e pieno di commenti contro patroni, capitaliste di m… Io credo che sindacati e certo comunismo “marxista-leninista” abbia creato un odio contro datore di lavori come se fossero, inimichi che sfruttano lavoratori e si è creato una dicotomia fra tanto da fare e tanti senza lavoro. Italia era il paese di Europa capitalista con questo tipo di comunismo più attivo alimentato di URSS. Con la caduta del comunismo e la globalizzazione del lavoro molti dei migliori impresari sono andati da altre parte e la competitività internazionale d’Italia se è ridotta di 10 puniti.

La depressione è la seconda causa di morte in Europa e la mancanza di lavoro è forza la principale causa di suicidi. Il comunismo italiano non ha imparato il migliore del marxismo, (ha creato il marxismo culturale mafioso), non ha imparato con il migliore del comunismo: lavoro per tutti e chi causa danni deve risarcire le vittime e società. Il comunismo italiano è stato in prima linea con quelli che hanno distrutto Genova nel G8 e contribuito a fare pagare il conto dei danni a chi ha meno colpa, più onesti contribuenti.

Immagino un sistema politico di Neo-anarchia, con libertà proporzionale alla responsabilità e utilità sociale, con il migliore del capitalismo, meritocrazia di Brunetta applicata alla funzione pubblica e burocrazie dello Stato dove il comunismo produceva più inefficienza.

Immagino un Neo-capitalismo che impara con il migliore del comunismo, lavoro per tutti, anche se meno pagato. Quando non esiste lavoro si deve inventare in collaborazione con il volontariato, comuni, polizia, esercito e tutte forze produttive dello Stato.

Pubblicato il 5/3/2009 alle 10.26 nella rubrica Neo-politica.

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